GEC per le scuole. Una risposta alla richiesta d’aiuto dei genitori.

GEC

«I genitori si sentono incapaci di risolvere alcune problematiche, non hanno gli strumenti per poterle affrontare. Spesso si rivolgono allo Sportello d’ascolto della scuola e chiedono una mano, perché i problemi sono tanti e molto diversi da quelli che loro hanno avuto alla stessa età. Sanno di sbagliare, ma non sanno come “addrizzare il tiro”».

È questa la fotografia delle famiglie di ragazzi adolescenti fatta dalla professoressa Maria Rosa Pastoressa, docente dell’IISS “Volta – De Gemmis” di Bitonto, di cui è anche referente per l’educazione alla salute e all’ambiente, a margine della presentazione del percorso formativo dedicato ai genitori degli alunni del biennio. La linea d’azione, che rientra nell’ambito del progetto regionale GEC (Generare figli, Educare persone, Costruire futuro) di sostegno alla genitorialità, è dedicata all’educazione all’affettività e alla sessualità dei giovani e si svolgerà in diversi istituti secondari superiori di Bari e provincia, articolata in quattro incontri tenuti con metodologia laboratoriale, modalità biografico-narrative, lezioni frontali e role play.

«Sono pochi i genitori che seguono i ragazzi – ci racconta ancora la professoressa Pastoressa -; lo notiamo dagli incontri che si fanno, a partire dalle elezioni dei rappresentanti. Ai colloqui scuola-famiglia partecipano in misura maggiore, perché vogliono conoscere i voti delle interrogazioni o l’andamento dei figli dal punto di vista disciplinare. Il numero tende a diminuire man mano che si va avanti negli anni. Gli alunni del biennio sono più seguiti, quelli del triennio meno, c’è una vera e propria assenza».

Il progetto GEC, e questo percorso in particolare, intendono proprio sensibilizzare i genitori sull’imprescindibilità del loro ruolo educativo indipendentemente dall’età dei propri figli, che vanno seguiti e accompagnati in tutte le fasi della crescita. La scuola prova a mettere in atto percorsi virtuosi, che aiutino a gestire meglio, se non a prevenire, i numerosi problemi legati all’adolescenza.

Il “Volta – De Gemmis”, per esempio, ha anche avviato un progetto di sensibilizzazione sui rischi dell’assunzione di alcool e droghe, con l’intervento di alcune psicologhe, sia al mattino in classe con gli alunni, sia durante incontri pomeridiani condivisi con le famiglie. In questo contesto, l’istituto ha deciso di aderire anche alla proposta di GEC. «Vogliamo andare incontro a questa vera e propria richiesta d’aiuto dei genitori che ci viene riportata dallo Sportello d’ascolto. È un’occasione che abbiamo colto con molto entusiasmo, sperando di poter affiancare i papà e le mamme nel loro delicatissimo compito, che di certo non si esaurisce ora, ma diventa ancora più difficile in questa fase critica di crescita e di transizione dei loro figli».